



 |
A Varzo, paese capoluogo
della Valle Divedro, ogni anno si svolgono i festeggiamenti patronali,
che hanno luogo durante il mese di aprile. Banchetti dove gustare i
prodotti locali, danze e non ultimo, il caratteristico “Palio degli
Asini”.
Ma non un palio qualsiasi
come lo conosciamo da altri che si svolgono in località più famose. Qui
ha luogo un Palio forse unico nel suo genere. Entusiasma e coinvolge
tutti gli abitanti del paese e delle frazioni limitrofe, al punto da
creare vere e proprie rivalità tra le frazioni concorrenti, durante
tutto l'arco dell'anno. Ogni frazione ha i suoi campioni che si allenano
e mettono a punto le strategie della corsa in gran segreto, e a volte
anche in modo molto originale: mangiando e bevendo in allegria.
Ma all'avvicinarsi del
giorno fatidico, si sente crescere la tensione per tutte le vie del
paese, e l'apparente allegria che coinvolge tutti durante i
festeggiamenti, cela l'agonismo e la tensione che precede la gara. Il
coinvolgimento è totale, dai bambini agli anziani, e, un comitato,
vigila attentamente che il regolamento venga rispettato rigidamente.
Come ogni palio che si
rispetti, ha luogo la sfilata delle squadre concorrenti, dieci, che
sfilano per le vie del centro con i colori che le contraddistinguono, e
lo stesso fanno gli asini. Anzi, proprio i quadrupedi, bardati
anch'essi, aprono le sfilate al suono della banda e vengono applauditi
da tutti i presenti, per poi accomodarsi subito dopo a pascolare
tranquilli in un prato proprio al centro del percorso di gara.
E la loro tranquillità non
è fuori luogo, infatti, a correre il Palio non saranno loro, che al
contrario possono godersi da un posto privilegiato lo svolgesi della
competizione. Gli abitanti di Varzo, infatti, per una simpatica
tradizione sono chiamati “asini”, e saranno gli umani infatti a
disputarsi in una corsa davvero singolare l'ambito trofeo annuale.
Quattro ragazzi per
squadra, devono trasportare una barella con a bordo una ragazza,
correndo per un percorso di salite e discese tra le vie del centro. Ogni
barella, per equità viene zavorrata fino a pesare, per ogni squadra, dai
90 a 100 kg complessivi con la ragazza che fa da passeggero. E se
pensate che sia una cosa facile, dovreste proprio venire a vedere dal
vivo la corsa, ma per essere sicuri di trovare posto, dovete arrivare
fin dal mattino, qualunque siano le condizioni meteorologiche, perché
qui abbiamo a che fare con gente di montagna, abituata a tutte le
condizioni.
Nessun rischio di rinvio
per pioggia, quindi, ma di non trovare posto sì.
E alla fine, tutti insieme
a mangiare e bere con le specialità enogastronomiche della zona,
festeggiando i vincitori, e lasciando gli asini, quelli a quattro zampe,
a godersi una bellissima giornata che li vede omaggiati da tutti. |




 |