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Protesa sulla penisola che divide i due rami del Lago Maggiore,
Verbania è città creata tra le due guerre dalla fusione dei comuni
di Intra e Pallanza, con toponimo forgiato sul nome latino del
bacino lacustre, Verbanus. Pallanza, affacciata sul Golfo Borromeo,
è una rinomata località turistica, resa ancor più celebre dal suo
carnet di personaggi illustri, primi fra tutti Arturo Toscanini, che
amava trascorrervi l`estate, e il compositore Ferruccio Busoni, qui
ritratto dal pittore futurista Umberto Boccioni nel giugno 1916. Di
probabile origine romana, l`abitato è ricordato per la prima volta
nell`XI secolo, prima di passare ai conti di Biandrate, che il
secolo successivo vi edificarono un castello, sottomesso poi al
comune di Novara, e dopo questo, nel 1393, ai Visconti di Milano,
del cui Ducato seguì le ;orti fino al 1743, quando il trattato di
Worms lo assegnò ai Savoia. Tra lasciti architettonici medievali e
angoli di sapore barocco, come il seicentesco palazzo Borromeo, che
ospitava il grande direttore d`orchestra, numerosi sono gli spunti
di interesse, in gran parte legati all`espansione edilizia
ottocentesca, concentrata soprattutto sulla Punta della Castagnola,
dove nacquero sontuose ville gentilizie immerse in rigogliosi
parchi.
Sul versante orientale del promontorio spicca villa Taranto, del
1875, con il grandioso giardino creato negli anni Trenta dal
capitano scozzese Neil Mc Eacharn e da lui donato alla cittadinanza,
mentre la villa, situata nella parte alta del parco, è oggi adibita
a sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio. Esteso su
una superficie di circa 16 ettari e abbellito da vasche, fontane e
cascate, il giardino è un trionfo di piante esotiche composto da
oltre trentamila essenze arboree provenienti da ogni parte del
mondo. A pochi passi di distanza, sul Colle della Castagnola, sorge
Villa San Remigio, armonica creazione architettonico-paesaggistica
della Belle époque, voluta dalla pittrice irlandese Sofia Browne e
dal poeta e musicista napoletano Silvio della Valle di Casanova ai
primi del Novecento per celebrare il luogo del loro incontro con una
residenza signorile e un giardino "evocativo", al quale fosse
affidata la rappresentazione di sentimenti e stati d`animo. Nel 1916
i lavori furono terminati e il parco - che include l`omonima
chiesetta romanica, con affreschi del XII secolo - venne aperto al
pubblico con i suggestivi nomi dei quadri che lo compongono, dal
giardino della Letizia a quello della Mestizia, dal giardino delle
Memorie a quello dei Sospiri. |
Il
comune venne istituito nella prima metà del XX
secolo durante il Fascismo: nel 1927 Trobaso e
Zoverallo vennero aggregati a Intra, mentre
Cavandone e Suna vennero aggregati a Pallanza. Nel
1929 Unchio venne aggregato a Intra. Infine con il
regio decreto n. 702 del 4 aprile 1939 vennero uniti
i due comuni di Intra e Pallanza. Fino ad allora il
nome Verbania era comunque rimasto legato a quest'area,
pur senza avere una connotazione precisa. Il nome
deriva da quello del Lago Maggiore, che si chiama
anche Verbano.
Il 4
settembre 1850 nasce a Pallanza Luigi Cadorna,
militare e politico che guidò l'esercito italiano
durante la prima guerra mondiale fino alla disfatta
di Caporetto.
Il
20 giugno 1944 è teatro di un eccidio: 43 partigiani
vengono fucilati dalle SS tedesche a Fondotoce.
Prima però vengono fatti sfilare a piedi per Intra,
Pallanza e Suna con il cartello "Sono questi i
liberatori d'Italia oppure sono i banditi?". Per
questo episodio nel luogo dell'eccidio sorgono oggi
il Parco della Memoria e della Pace e la Casa della
Resistenza. Il tratto della strada statale 34 che da
Fondotoce arriva fino a Gravellona Toce passando
vicino al luogo dell'eccidio, è intitolata in loro
ricordo 42 martiri (uno dei fucilati venne
creduto morto e si salvò).
Il 26
settembre 1944 ad opera di un mitragliamento da
parte di un aereo inglese fu affondato il battello
Milano, comandato da Antonio Colombo e in
servizio pubblico sul Lago Maggiore; sul battello
viaggiavano militari in forze a diversi reparti
della Repubblica Sociale Italiana. Grazie all'aiuto
di parecchie persone si riuscì a fare avvicinare il
battello alla riva permettendo di salvare la vita a
tutti coloro che si trovavano sul battello, prima
che quest'ultimo affondasse definitivamente in
località «Castagnola». A bordo non rimasero persone
uccise. Infatti dopo diverse ricerche da parte dei
VV.FF. sommozzatori, si è accertato che non vi sono
resti di cadaveri a bordo.
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